Verona e il suo Arsenale.

Verona e il suo Arsenale.

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Diciamoci la verità: Verona non ha mai amato il suo Arsenale.  Anche tra i suoi progettisti, il Genio Militare dell’Impero Austro-Ungarico, esistevano voci discordanti sulla sua funzione, soprattutto perchè posizionato in un luogo poco funzionale per il suo scopo, lontano ad esempio dalla linea ferroviaria di Porta Vescovo, l’allora stazione cittadina.

Perchè allora portare all’attenzione del visitatore l’Arsenale di Verona? Evidentemente in stato di abbandono e di decadimento, fuori dai percorsi turistici principali, sopravvissuto ad un progetto di demolizione nei primi anni del dopoguerra. Ma nonostante tutto capace di manifestare tutto il suo fascino, la sua originalità, la sua imponenza ma soprattutto capace di incarnare lo spirito architettonico di un istituzione politica e militare che seppur protagonista di una vera e propria occupazione, esprimeva rispetto per la tradizione culturale cittadina.

Ma facciamo un passo indietro: siamo nei primi anni dell’Ottocento e l’attrito tra l’Impero di Napoleone e l’Impero Asburgico ha i suoi riflessi anche a Verona. Le sconfitte subite dall’esercito austriaco nei primi anni del secolo, i moti rivoluzionari europei e la prima guerra d’Indipendenza (che spingerà addirittura le truppe a ritirarsi tra le mura cittadine) influenzano la scelta del luogo sul quale tra il 1854 ed il 1863 verrà costruito l’Arsenale Franz Joseph I. Lontano dai centri logistici, ma vicino al cuore della città.

L’ingresso e la palazzina comando affacciano sul ponte di Castelvecchio, creando un suo ideale prolungamento verso la strada del Tirolo. Ciò caratterizzerà anche il suo stile architettonico “neo medievale garmanico”, in contrapposizione al neoclassicismo Napoleonico, creando un ideale continuità stilistica con il periodo Scaligero. La manodopera impiegata è prevalentemente locale e seppur il progetto sia realizzato in forma ridotta rispetto il piano iniziale, l’Arsenale di Verona sarà inferiore solo a quello di Vienna, divenendo uno dei più importanti complessi militari dell’Impero Austro-Ungarico. Esso infatti, come idealizzato dal Generale Radetzky e progettato da Franz Von Scholl, dovrà diventare il deposito dell’artiglieria di una piazzaforte primaria nell’assetto imperiale. Per comprendere la scala operativa, suggerisco di abbinare al visita dell’Arsenale a quella della Caserma Santa Marta a Veronetta.

Un contributo importante al salvataggio del sito è stato dato indubbiamente dalla trasformazione di una palazzina nell’attuale Parrocchia di San Francesco d’Assisi . Anche la Chiesa merita senz’altro una visita.

Da anni si discutono progetti di riqualificazione, relativamente ai quali non entreremo nel merito. Ogni iniziativa utile a spingere la curiosità di potenziali visitatori è però senz’altro fondamentale a favorire la conoscenza del sito e la sua tutela.

Fonti: Notiziario Ordine Ingegneri

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