Isolina e la sua tragica storia.

Isolina e la sua tragica storia.

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Se state passeggiando in Corso Cavour, all’altezza di  Vicolo Chiodo , troverete affisso sulla parete il profilo in pietra di una giovane donna. Molti ormai sono abituati alla sua presenza, ma magari non tutti conoscono cosa rappresenti, o meglio, cosa voglia ricordare.

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Purtroppo è la testimonianza di un tragico fatto di cronaca che ha letteralmente aperto il Novecento cittadino. Infatti il 16 gennaio del 1900 viene fatto da alcune donne occupate a lavare i panni in Adige, il macabro ritrovamento i poveri resti di Isolina Canuti, di appena 19 anni ed incinta di pochi mesi.

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Verona era allora ancora una città di guarnigione e venne individuato come responsabile un giovane e altolocato militare friulano, Carlo Trivulzio, di stanza nella nostra città che aveva intrattenuto una relazione sentimentale con la giovane Isolina. La povera ragazza, durante una cena nella taverna che si trovava al civico 9 di Vicolo Chiodo, venne costretta suo malgrado ad abortire (tralasciamo volutamente i dettagli) e durante l’operazione perse la vita.

Il Trivulzio sebbene subito arrestato e poi prosciolto, fu promotore di un nuovo processo per diffamazione nei confronti del politico e giornalista Todeschini e durante le fasi processuali, testate giornalistiche e opinione pubblica cittadina si divisero tra innocentisti e colpevolisti.

Numerosi furono gli indizi di colpevolezza a carico del Trivulzio, ma forse per il rango sociale del militare, per evitare scandali che avrebbero coinvolto l’Esercito in un momento politico delicato, alla fine ne uscì senza essere condannato. Anzi, a subire una condanna per diffamazione, fu proprio colui che cercò di riaprire il caso.

Isolina è la protagonista inoltre del bel libro di Dacia Maraini, che ben ha saputo ricostruire le vicende descritte. Oggi però è giusto anche ricordare l’Associazione Isolina e… che si occupa appunto di tutelare le donne vittime di violenza e che volentieri rilanciamo anche nel nostro articolo.

 http://www.isolinae.it/

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