Cangrande Della Scala – Il giallo della sua scomparsa.

Cangrande Della Scala – Il giallo della sua scomparsa.

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Immaginate di essere nel Medioveo, nel 1329 per la precisione, nel pieno di una torrida estate, a cavallo, probabilmente stremati dalle fatiche della campagna di conquista di Treviso, con addosso il peso delle armi e delle bardature e finalmente vedete davanti a voi dell’acqua fresca. Una benedizione! Non esiste nient’altro in quel momento: vi rinfrescate, vi dissetate… acqua acqua e ancora acqua. Vi siete probabilmente identificati per alcuni istanti in Cangrande Della Scala al momento della conquista di Treviso. Peccato però che quella fu la sua ultima impresa!

Non si può visitare Verona senza parlare del suo Principe, ma come al solito vorremmo provare a farlo da una prospettiva diversa, partendo cioè dalla fine. O meglio, dalla sua fine e dal mistero che l’avvolge.

Torniamo ancora a quel momento in cui il Condottiero si disseta. Il semplice gesto di bere acqua fu fatale a Cangrande. Lo Scaligero infatti morì secondo la storiografia ufficiale per una congestione o più probabilmente per l’infezione di un virus intestinale.

Ma qui inizia un vero e proprio giallo: si trattò di morte accidentale o qualcuno volle uccidere Cangrande Della Scala? Per svelare il mistero nel 2004 venne organizzata una ricognizione della tomba, che non solo ha fornito grazie alla ricerca multidisciplinare una risposta alla domanda, ma ci consente oggi di trarre un profilo del corpo e della vita di quel tempo. Partiamo da alcuni sintetici riscontri:

  • Salma: appare mummificata per processo naturale ed avvolta da una grande varietà di tessuti;
  • Corredo: le stoffe del corredo sono di provenienza orientale. Si tratta di abiti cerimoniali utilizzati per l’esposizione del corpo. La spada ben conservata è visibile presso il Museo di Castelvecchio;

  • Struttura ossea: si pensi che Cangrande iniziò le sue esperienze sui campi di battaglia a 15 anni ed il suo carattere e temperamento erano di un vero e proprio combattente. Dalle analisi comunque risulta una struttura ossea integra, escludendo quindi fratture in combattimento;
  • Volto: dall’analisi del teschio emerge un viso allungato, un naso pronunciato ed una mandibola prominente con una perfetta dentatura, dovuta probabilmente all’abbondante consumo di carne. Si nota inoltra una leggera sproporzione tra lo scheletro facciale ed il resto del corpo
  • Analisi polmonare: rilevate lievi patologie, dovute probabilmente alle abitudini del tempo di cucinare e riscaldarsi con legna o carbone;

Se le analisi precedenti ci danno idea di come dovesse essere in vita Cangrande ed alcuni interessanti elementi che caratterizzarono la sua vita e la sua quotidianità, le indagini tossicologiche invece tendono a rispondere alla nostra domanda: si trattò di morte accidentale oppure omicidio? Tenete presente che ad un anno dagli eventi che stiamo raccontando, il medico di Cangrande venne condannato a morte e tale elemento non è da sottovalutare.

Ma torniamo alle analisi. Nella salma venne ritrovata una elevata presenza di estratto di digitale, una pianta che ha la caratteristica di essere terapeutica a livello cardiaco, ma fatale in caso di differenza anche minima nel dosaggio.

E qui siamo al bivio del giallo: accertata la causa del decesso, si trattò di errato dosaggio o deliberata somministrazione fatale? Difficile oggi fugare ogni dubbio, ma con ogni probabilità si approfittò del problema intestinale dovuto all’acqua per avvelenare con un falso farmaco il Principe.

La perdita di Cangrande fu per Verona un duro colpo. Il Signore nel periodo del suo governo, elevò la città a protagonista della politica e della cultura dell’epoca ed i suoi successori guidarono un inevitabile declino.

Bibliografia: Il corpo del Principe. Ricerche su Cangrande Della Scala.

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